ContiTech, divisione industriale del gruppo Continental specializzata in soluzioni e prodotti in gomma e altri materiali, sta portando oltre la fase di sperimentazione l’utilizzo del recovered carbon black (rCB) nei nastri trasportatori prodotti nelle Americhe, integrando commercialmente BolderBlack, il materiale sviluppato da Bolder Industries, azienda statunitense specializzata nel recupero di materie prime da pneumatici a fine vita, nelle mescole destinate a queste applicazioni. A riportarlo è Rubber News in un articolo pubblicato il 24 settembre.
La collaborazione tra le due aziende non è nuova. Bolder Industries indica già tra le proprie risorse una collaborazione con Continental per la commercializzazione del carbon black riciclato risalente al 2020. Più recentemente, in occasione dell’Earth Day 2026, Bolder Industries ha rilanciato un aggiornamento di ContiTech secondo cui gli stabilimenti nordamericani del gruppo stanno integrando rCB in alcune mescole per nastri trasportatori general purpose.
Secondo quanto comunicato da ContiTech, l’impiego del materiale consente di mantenere le prestazioni e la competitività economica delle mescole. L’azienda ha inoltre dichiarato che, nei dodici mesi precedenti, la sostituzione del carbon black vergine con rCB ottenuto da gomma a fine vita ha permesso di evitare circa 487 tonnellate di CO₂ equivalente.
Bolder Industries produce BolderBlack a partire interamente da pneumatici post-consumo o da pneumatici e scarti di gomma post-industriali. L’azienda lo propone come alternativa al carbon black di origine fossile sia come agente rinforzante per la gomma sia come pigmento per le materie plastiche. Secondo i dati dichiarati dal produttore, BolderBlack è attualmente impiegato in oltre 300 prodotti.
L’utilizzo nei nastri trasportatori era stato inoltre oggetto di precedenti test condotti da Bolder Industries insieme a Elite Elastomers e GRT Rubber Technologies. In quella sperimentazione, BolderBlack aveva sostituito completamente il carbon black vergine nella mescola di copertura di alcuni nastri installati nell’impianto della stessa Bolder Industries. Il case study aziendale riferisce che la mescola era stata lavorata senza problemi e che, dopo sei mesi di funzionamento continuo, i nastri non avevano evidenziato problemi prestazionali.









