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Prolungare la vita utile dei manufatti significa intervenire prima che diventino rifiuti, mantenendoli in esercizio attraverso operazioni di manutenzione, riparazione e rigenerazione quando tecnicamente possibile. È in questa prospettiva che si inserisce Nazca, la nuova soluzione automatizzata sviluppata da Michelin per la riscolpitura degli pneumatici destinati ad autocarri, autobus e pullman.

Presentata in occasione di IAA Transportation, in corso fino al 20 settembre ad Hannover, la macchina automatizza un’attività che da oltre un secolo rappresenta una fase importante nella manutenzione degli pneumatici heavy duty e che, nella sua esecuzione manuale, richiede competenze specialistiche. Nazca utilizza uno scanner laser ad alta densità e algoritmi avanzati per analizzare la geometria dello pneumatico e regolare in tempo reale la profondità di taglio lungo l’intera larghezza e circonferenza, con l’obiettivo di sfruttare ogni millimetro di gomma utilizzabile.

Il sistema è stato progettato per un’ampia gamma di marche e dimensioni, purché la carcassa presenti caratteristiche adeguate alla riscolpitura. Secondo Michelin, l’automazione può aumentare dal 30 al 50% la capacità di riscolpitura delle officine, a seconda delle condizioni operative, mentre l’intervento diretto del tecnico richiede meno di tre minuti per operazione. Una ventina di macchine sono attualmente sottoposte a test pilota in Europa e nel 2027 è prevista una progressiva introduzione della tecnologia in diversi Paesi.

Nazca si inserisce nel modello “multi-vita” di Michelin, basato sull’impiego successivo di riscolpitura e ricostruzione per prolungare il più possibile l’utilizzo della carcassa. Secondo i dati riportati dall’azienda, la riscolpitura può offrire fino al 25% di percorrenza aggiuntiva, mentre il ricorso alla ricostruzione consente di riutilizzare la carcassa anziché sostituire integralmente lo pneumatico.

È proprio il mantenimento in uso della carcassa a evidenziare il valore di questo approccio in termini di circolarità. La carcassa rappresenta infatti circa il 70% della massa di uno pneumatico autocarro e Michelin stima che ogni ricostruzione permetta di risparmiare circa 50 kg di materie prime per pneumatico.

Riscolpire, riparare quando possibile e ricostruire significa quindi non soltanto ottenere maggiore percorrenza dal prodotto originario, ma anche ritardarne l’ingresso nel flusso degli pneumatici a fine uso, riducendo nel tempo la quantità di nuovi manufatti da produrre e quella dei prodotti giunti a fine vita da gestire.

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