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La European Sealing Association (Esa) torna a chiedere che i fluoropolimeri, inclusi quindi i fluoroelastomeri, impiegati nelle applicazioni di tenuta siano esclusi dall’ambito della proposta europea di restrizione delle PFAS. La posizione arriva all’indomani della chiusura della consultazione pubblica del Comitato per l’Analisi Socio-Economica (SEAC) dell’ECHA, conclusasi il 25 maggio dopo sessanta giorni di raccolta dei contributi.

Secondo l’associazione, i materiali fluorurati utilizzati in guarnizioni, tenute meccaniche, O-ring, premistoppa e giunti di dilatazione svolgono una funzione essenziale nel prevenire perdite ed emissioni nell’ambiente di gas e liquidi in numerosi processi industriali. Per questo motivo, ESA ritiene che l’approccio più appropriato sia introdurre un’esclusione orizzontale basata sulla funzione svolta (“duty-based exclusion”), applicabile alle soluzioni in grado di dimostrare elevate prestazioni di contenimento e una gestione controllata del fine vita.

L’associazione sostiene che tale impostazione consentirebbe di tutelare salute e ambiente evitando effetti indesiderati derivanti dalla sostituzione prematura con materiali non equivalenti o tecnicamente inadeguati, che potrebbero tradursi in un aumento di perdite ed emissioni. Inoltre, secondo ESA, questa soluzione sarebbe coerente con i principi di praticabilità, applicabilità e verificabilità richiamati dal SEAC nel proprio lavoro.

Guardando ai prossimi passaggi dell’iter regolatorio, ESA evidenzia che resta ancora da chiarire quando e con quali modalità il SEAC analizzerà gli otto settori aggiuntivi, tra cui quello delle applicazioni di tenuta (gli altri includono applicazioni per la stampa, macchinari, altre applicazioni medicali, applicazioni militari, tessili tecnici e altri usi industriali), non valutati nell’ambito della consultazione appena conclusa.

In vista delle future valutazioni, l’associazione sta valutando la preparazione di un position paper dedicato al settore, accompagnato da un database per la valutazione dei rischi dei materiali alternativi alle PFAS. L’iniziativa, coordinata con la Fluoropolymers for Sustainable Solutions Alliance (FSA) e con altre associazioni industriali, dovrebbe riguardare tutte le principali tecnologie di tenuta.

Il SEAC dovrebbe adottare il proprio parere definitivo entro la fine del 2026, completando così la valutazione scientifica dell’ECHA sulla proposta di restrizione. Successivamente il dossier passerà alla Commissione europea, che predisporrà la proposta legislativa da sottoporre agli Stati membri nell’ambito del Comitato REACH.

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