Secondo il Wirtschaftsverband der deutschen Kautschukindustrie (wdk), associazione che rappresenta oltre 200 aziende tedesche produttrici di pneumatici e articoli tecnici in elastomero, per un totale di oltre 60.000 addetti e un fatturato annuo superiore a 10 miliardi di euro, le recenti modifiche apportate dalla Commissione Europea alla normativa EUDR rischiano di penalizzare i produttori europei e favorire le importazioni provenienti da Paesi terzi.
Il 13 luglio 2026 la Commissione ha infatti escluso dal campo di applicazione dell’EUDR i nastri trasportatori, le cinghie di trasmissione e altri articoli realizzati in gomma vulcanizzata. La motivazione addotta è che tali prodotti conterrebbero generalmente quantità limitate di gomma naturale. Una giustificazione che il wdk giudica infondata.
Secondo Michael Klein, presidente dell’associazione, la decisione apre la strada all’importazione nell’Unione Europea di prodotti finiti provenienti da Cina e altri Paesi extraeuropei senza l’obbligo di dimostrare l’origine sostenibile delle materie prime utilizzate. Al contrario, le aziende europee che trasformano gomma naturale continueranno a essere soggette ai requisiti della normativa e ai relativi costi di conformità.
Per il wdk si crea, così, una situazione di evidente squilibrio competitivo: chi produce in Europa deve sostenere gli oneri legati alla certificazione delle filiere, mentre chi importa prodotti finiti dall’estero ne è esentato. Una scelta che, secondo l’associazione, contraddice anche gli obiettivi delle recenti politiche industriali europee orientate a rafforzare il contenuto produttivo europeo e la competitività manifatturiera del continente.
L’associazione tedesca riferisce di aver già segnalato le proprie preoccupazioni alla commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall e al commissario per l’Industria Stéphane Séjourné. Per il wdk, Parlamento e Consiglio europeo dovrebbero ora intervenire per correggere la misura, applicando gli stessi standard di sostenibilità a tutti i prodotti, indipendentemente dal luogo di produzione. Diversamente, sostiene Klein, si rischia di compromettere sia gli obiettivi ambientali dell’Unione sia la competitività dell’industria europea della gomma.









