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L’industria globale della gomma dovrebbe registrare una crescita modesta nel 2026, frenata dall’incertezza economica, dalle tensioni geopolitiche e dagli elevati costi energetici. Nel medio-lungo termine, tuttavia, la domanda è attesa in progressivo rafforzamento.

È quanto emerge dall’ultima edizione del World Rubber Industry Outlook dell’International Rubber Study Group (IRSG). Secondo le previsioni, nel 2026 la produzione mondiale di veicoli aumenterà appena dello 0,5%, mentre quella di pneumatici crescerà dello 0,3%, dopo un 2025 sostanzialmente stabile.

In questo scenario, il consumo globale complessivo di gomma dovrebbe salire dello 0,6%, recuperando solo in parte il calo dello 0,9% registrato nel 2025. Anche la domanda nei comparti non legati agli pneumatici dovrebbe mantenersi debole, risentendo del rallentamento dell’attività industriale.

Le prospettive migliorano però oltre il 2026. L’IRSG prevede che il consumo mondiale di gomma crescerà a un tasso medio annuo del 2,5% fino al 2032, sostenuto dalla ripresa dell’industria automobilistica e degli pneumatici, soprattutto nei mercati emergenti.

Per la gomma naturale, il consumo è stimato in aumento dell’1,2% nel 2026, grazie soprattutto alla domanda dell’area Asia-Pacifico. Nel lungo periodo, un ulteriore sostegno potrebbe arrivare dalla diffusione dei veicoli a nuova energia, i cui pneumatici richiedono generalmente una maggiore quantità di gomma naturale.

Più lenta la ripresa della gomma sintetica: la domanda dovrebbe crescere dello 0,1% nel 2026, per poi accelerare gradualmente fino al 2032 con il miglioramento dell’attività manifatturiera e l’attenuarsi delle difficoltà nelle catene di approvvigionamento.

Sul fronte dell’offerta, la produzione mondiale di gomma naturale, già cresciuta dell’1,9% nel 2025, dovrebbe aumentare di un ulteriore 2,9% nel 2026. A trainare l’espansione sarà in particolare la Costa d’Avorio, mentre i prezzi elevati potrebbero favorire una maggiore intensità delle operazioni di raccolta.

Resta però aperto il problema dello squilibrio strutturale tra domanda e offerta. Secondo l’IRSG, la produzione futura potrebbe non crescere abbastanza rapidamente da soddisfare i consumi. La riduzione delle nuove piantagioni e gli insufficienti programmi di reimpianto, soprattutto nel periodo della pandemia, hanno infatti limitato il potenziale produttivo globale.

Senza maggiori investimenti in piantagioni sostenibili, reimpianto e miglioramento della produttività, il divario tra produzione e domanda di gomma naturale è destinato ad ampliarsi dopo il 2032.

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