La silice amorfa sintetica (SAS) è un materiale indispensabile per la produzione di pneumatici ad alte prestazioni e rappresenta un elemento chiave per la mobilità sostenibile europea. È quanto sostengono l’Associazione dei produttori di silice amorfa sintetica (ASASP) e Tyres Europe in un documento congiunto che evidenzia il contributo della SAS in termini di sicurezza, efficienza energetica e sostenibilità ed esprime preoccupazione per i possibili effetti delle recenti evoluzioni normative europee. La proposta di classificare la SAS come sostanza con tossicità specifica per organi bersaglio in caso di esposizione ripetuta (STOT RE 1) potrebbe, infatti, farla rientrare tra le “Substances of Concern” previste dal nuovo Regolamento Ecodesign per i prodotti sostenibili (ESPR).
Utilizzata principalmente sotto forma di silice precipitata, la SAS consente di migliorare contemporaneamente tre parametri fondamentali delle prestazioni dello pneumatico: resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e durata. Secondo le organizzazioni firmatarie, questa caratteristica la rende un componente essenziale per la progettazione degli pneumatici moderni.
Tra i benefici evidenziati figurano la riduzione dei consumi di carburante nei veicoli con motore termico, l’aumento dell’autonomia dei veicoli elettrici e il miglioramento della sicurezza grazie a spazi di frenata più contenuti sul bagnato. La maggiore resistenza all’usura contribuisce inoltre a prolungare la vita utile dello pneumatico e a ridurre la frequenza delle sostituzioni.
Le due associazioni sottolineano inoltre che gli pneumatici contenenti silice possono contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂ fino all’8%, oltre a limitare la generazione di particelle derivanti dall’usura del battistrada. Sono inoltre in corso attività di ricerca per recuperare la silice dagli pneumatici a fine vita e reinserirla nei cicli produttivi.
Pur non comportando un divieto d’uso, la classificazione tra le “Substances of Concern” potrebbe aumentare la pressione verso la sostituzione della silice amorfa sintetica nella progettazione dei prodotti, anche in assenza di alternative in grado di garantire lo stesso equilibrio tra prestazioni, sicurezza e sostenibilità. Secondo ASASP e Tyres Europe, il rischio è quello di generare conseguenze indesiderate per l’intera filiera industriale europea degli pneumatici.
Le due organizzazioni chiedono pertanto che ogni futura decisione regolatoria sia basata su una valutazione scientifica completa, che tenga conto non solo delle proprietà della sostanza, ma anche delle effettive condizioni di utilizzo e delle ricadute economiche e industriali lungo la catena del valore.









