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Si è conclusa con una partecipazione record la consultazione pubblica sul progetto di parere del Comitato per l’Analisi Socioeconomica (SEAC) dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) relativo alla proposta di restrizione delle PFAS, le sostanze per- e polifluoroalchiliche definite “forever chemicals”. Nel corso dei 60 giorni di consultazione pubblica (dal 26 marzo al 25 maggio 2026), infatti, sono stati presentati 3.511 commenti da oltre 3.200 organizzazioni e 250 cittadini.

L’iniziativa ha coinvolto un ampio spettro di stakeholder, tra cui imprese, associazioni industriali, organizzazioni della società civile, autorità pubbliche e mondo accademico. Secondo i dati diffusi da ECHA, la maggior parte dei contributi è arrivata dalle aziende (61,6%), seguite dalle associazioni di categoria (25,9%) e dai privati cittadini (7,7%).

Tra i settori più attivi figurano l’elettronica e i semiconduttori, che hanno rappresentato il 12,7% dei contributi, oltre ai comparti dei gas fluorurati, dell’energia, dei trasporti, dei lubrificanti e della produzione di PFAS. La consultazione comprendeva questionari specifici per diversi settori industriali interessati dalla possibile restrizione.

I commenti ricevuti si sono concentrati soprattutto sugli impatti socioeconomici della misura proposta, analizzando temi quali la disponibilità di alternative tecnologiche, i tempi di transizione necessari, i costi di adeguamento e le possibili ripercussioni sulla competitività delle imprese europee.

Il SEAC è ora impegnato nella valutazione delle osservazioni per verificare se le informazioni fornite possano confermare o modificare le conclusioni contenute nel progetto di parere. L’adozione del parere finale è prevista entro la fine del 2026. Successivamente, insieme al parere già adottato dal Comitato per la Valutazione dei Rischi (RAC), il documento sarà trasmesso alla Commissione europea, che elaborerà una proposta di restrizione da sottoporre agli Stati membri nell’ambito del Comitato REACH.

Ricordiamo che la proposta di restrizione delle PFAS è stata presentata nel gennaio 2023 dalle autorità di Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia con l’obiettivo di ridurre le emissioni di queste sostanze nell’ambiente e rendere più sicuri prodotti e processi industriali. Si tratta di una delle più ampie iniziative regolatorie europee nel settore chimico degli ultimi anni.

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