La consultazione pubblica avviata dal SEAC (Socio-Economic Analysis Committee) dell’ECHA sulla proposta europea di restrizione delle PFAS è entrata in una fase cruciale e potrebbe avere conseguenze significative per il settore delle guarnizioni. A lanciare l’allarme è la European Sealing Association (ESA), secondo cui molte applicazioni industriali basate su fluoropolimeri non dispongono oggi di alternative tecnicamente equivalenti.
La proposta di restrizione PFAS prevede tre possibili scenari regolatori: un divieto totale, un divieto con deroghe temporanee (inclusa una deroga di 12 anni per le applicazioni di tenuta) oppure il mantenimento dell’utilizzo sotto rigorose condizioni di controllo.
Secondo ESA, materiali come PTFE, FEP, PFA e FKM risultano fondamentali nelle tecnologie di tenuta grazie a proprietà come resistenza chimica, stabilità alle alte temperature, lunga durata e bassissima contaminazione. Caratteristiche considerate essenziali in settori strategici come energia, semiconduttori, chimica, aerospazio e manifattura avanzata.
Uno degli aspetti più critici evidenziati dall’associazione riguarda il fatto che le applicazioni di tenuta non erano inizialmente incluse tra i settori sottoposti a una specifica valutazione di dettaglio. La consultazione SEAC, aperta dal 26 marzo al 25 maggio 2026, utilizzava infatti questionari standardizzati e non consentiva l’invio di allegati tecnici, limitando la possibilità per le aziende di documentare dettagliatamente le specificità applicative e le difficoltà di sostituzione.
Secondo le stime citate da ESA, gli scenari più restrittivi potrebbero generare costi iniziali superiori a 560 miliardi di euro e oltre 70 miliardi di costi ricorrenti annui, con impatti potenziali su circa 39.000 imprese e 2,9 milioni di posti di lavoro in Europa.
Per questo motivo ESA sta coordinando una risposta condivisa dell’industria europea attraverso linee guida, documenti tecnici e attività di coinvolgimento degli stakeholder, con l’obiettivo di ottenere un’esenzione specifica per i fluoropolimeri utilizzati nelle applicazioni di tenuta.
(Foto di Sergei Ramiltsev da iStock)








