Mentre il mercato mondiale della gomma ha sostanzialmente mantenuto livelli stabili nel 2025, l’Europa continua a perdere peso all’interno della filiera globale. Secondo i dati riportati in un’analisi dell’International Rubber Study Group sul settore, i consumi europei di gomma sono diminuiti del 3,8% nel corso dell’ultimo anno, a fronte di una sostanziale stabilità della domanda mondiale (-0,1%).
A livello globale, il consumo di gomma naturale ha registrato una lieve crescita (+0,4%), mentre la gomma sintetica ha segnato una flessione dello 0,6%, riflettendo un andamento differenziato tra aree geografiche e comparti manifatturieri. In Europa, però, il rallentamento appare più marcato (e durante il recente Rubber Day avevamo già evidenziato le difficoltà di fare manifattura in Europa) e viene interpretato come un segnale della debolezza industriale che sta interessando diversi settori produttivi del continente.
Diversamente dalla media globale, inoltre, l’Europa ha consumo più alto di gomma sintetica: circa il 66% contro il 51,8%. Attualmente l’UE rappresenta il 9,3% del consumo mondiale totale di gomma e appena il 7,1% di quello di gomma naturale.

Il dato più significativo emerge però nel confronto di lungo periodo. Tra il 2007 e il 2025 il consumo globale di gomma è aumentato di circa il 40%, trainato soprattutto dalla crescita dell’industria manifatturiera e del settore pneumatici in Asia. Nello stesso periodo, la quota europea sul mercato mondiale è scesa dal 16,2% al 9,3%, evidenziando il progressivo spostamento delle capacità produttive verso regioni più competitive dal punto di vista dei costi.
Secondo l’analisi, sulle difficoltà dell’industria europea della gomma continuano a pesare diversi fattori strutturali: costi energetici elevati, pressione normativa, aumento dei costi operativi e crescente concorrenza asiatica, in particolare cinese. In alcune aree europee, inoltre, gli impianti cracker starebbero operando con tassi di utilizzo inferiori al 70%, segnale delle difficoltà che stanno attraversando diversi segmenti della chimica e della trasformazione industriale.
In questo contesto, cresce il dibattito sulla necessità di politiche industriali a sostegno della manifattura europea. Negli ultimi mesi, l’industria europea degli pneumatici ha proposto un’iniziativa “Made in Europe” finalizzata a rafforzare la produzione regionale e aumentare la resilienza industriale della filiera.
Parallelamente, anche l’associazione tedesca della gomma WDK ha parlato apertamente di una “profonda crisi strutturale”, chiedendo misure di sostegno per preservare competitività e capacità produttiva del settore.
Secondo gli analisti, il rilancio dell’industria europea della gomma passerà nei prossimi anni attraverso un equilibrio tra sostenibilità e competitività industriale, con particolare attenzione a innovazione, accesso all’energia e rafforzamento della produzione manifatturiera regionale.









