Nonostante le restrizioni sulle PFAS, Daikin Industries ha annunciato la costruzione di un nuovo impianto produttivo presso il sito di Kashima, nella prefettura di Ibaraki (Giappone), con l’obiettivo di aumentare la capacità produttiva di perfluoroelastomeri (FFKM) e rispondere alla crescente domanda proveniente dal settore dei semiconduttori.
Il nuovo stabilimento, la cui entrata in funzione è prevista per il 2027, dopo il completamento dei lavori programmato per agosto 2026, consentirà all’azienda di rafforzare in modo significativo la propria capacità di fornitura. A regime, il sito di Kashima raggiungerà una capacità produttiva superiore a tre volte quella dell’attuale impianto di Yodogawa, a Osaka, oggi limitato da vincoli strutturali.
Gli FFKM sono materiali elastomerici ad alte prestazioni utilizzati principalmente come sistemi di tenuta nelle apparecchiature per la produzione di semiconduttori, dove sono richieste elevata resistenza termica e chimica, oltre a livelli di purezza estremamente elevati. Con l’espansione della produzione globale di chip, la domanda di questi materiali è destinata a crescere in modo significativo.
Il nuovo impianto integrerà tecnologie produttive avanzate, tra cui processi che non prevedono l’utilizzo di tensioattivi fluorurati*, migliorando sia la stabilità dell’approvvigionamento sia le prestazioni ambientali. Inoltre, saranno adottati processi di produzione “clean” di ultima generazione e standard più rigorosi per il controllo della contaminazione, in linea con le esigenze dei semiconduttori di nuova generazione.
Daikin punta anche a rafforzare la tracciabilità dei dati lungo l’intero processo produttivo, con l’obiettivo di migliorare il controllo qualitativo, ridurre la variabilità dei prodotti e garantire maggiore uniformità.
Con questo investimento, l’azienda intende consolidare il proprio ruolo nel mercato dei materiali fluorochimici ad alte prestazioni, contribuendo allo sviluppo dell’industria dei semiconduttori e supportando l’innovazione tecnologica dei propri clienti a livello globale.
*Il fatto che il processo non preveda l’utilizzo di tensioattivi fluorurati è in linea con le recenti indicazioni dell’ECHA che distingue sulla diversa pericolosità delle PFAS a basso e alto peso molecolare, quali appunto i polimeri (ndr).








