Il 2025 si è chiuso con un segno negativo per l’industria italiana delle macchine, attrezzature e stampi per plastica e gomma. Secondo il Centro Studi Amaplast, la produzione ha registrato un calo di circa il 5%, attestandosi a 4,4 miliardi di euro, in linea con le stime diffuse a fine anno. Anche le esportazioni, che rappresentano circa tre quarti della produzione, hanno subito una flessione analoga (-5%), fermandosi poco sopra i 3,4 miliardi.
Il contesto internazionale ha inciso in modo determinante sulle performance del settore. Le tensioni geopolitiche, l’introduzione dei dazi statunitensi su acciaio e alluminio, il deprezzamento del dollaro e, più recentemente, il conflitto in Medio Oriente hanno alimentato un clima di forte incertezza, con ripercussioni sui costi energetici e sulla disponibilità delle materie prime.
Nonostante il rallentamento dell’export, la domanda interna ha mostrato segnali di vivacità, sostenuta anche dagli incentivi legati ai piani 4.0 e 5.0. Le importazioni di tecnologia sono infatti cresciute di quasi il 24%, contribuendo però a ridurre sensibilmente il saldo della bilancia commerciale, sceso a 2,24 miliardi dai 2,65 miliardi del 2024.

Dal punto di vista geografico, l’Europa si conferma la principale area di destinazione, ma con dinamiche contrastanti: calano le vendite verso Germania e Francia, mentre crescono Spagna, Polonia e Romania. Fuori dal continente, tengono gli Stati Uniti (+8,7%) e prosegue la crescita in Cina e soprattutto in India, mercato in forte espansione grazie ai programmi di sviluppo industriale.
Sul piano merceologico, l’export risulta debole per molte delle principali tipologie di macchinari, dagli estrusori alle macchine per soffiaggio e agli stampi, mentre le macchine a iniezione mostrano una lieve crescita. Anche le sole aziende associate ad Amaplast hanno registrato un calo del fatturato intorno al 5%, con oltre la metà delle imprese in flessione.
Le prospettive per il 2026 restano incerte, a causa delle numerose variabili internazionali e delle difficoltà di accesso ai mercati, soprattutto europei. In questo scenario, un momento di confronto per il settore sarà rappresentato da Plast 2026, in programma a Milano dal 9 al 12 giugno, con una partecipazione in crescita anche dall’estero.









