L’industria della gomma in Germania continua a perdere terreno. Nel 2025 l’occupazione è diminuita per il quinto anno consecutivo, mentre la produzione ha registrato il quarto anno di calo consecutivo. È quanto emerge dagli ultimi dati settoriali pubblicati a Francoforte dal Wirtschaftsverband der deutschen Kautschukindustrie (wdk), associazione che rappresenta oltre 200 aziende produttrici di pneumatici e articoli tecnici in gomma, con più di 60.000 addetti e un fatturato annuo complessivo superiore ai dieci miliardi di euro.
Nel dettaglio, la produzione complessiva del settore si è attestata a 1.030.000 tonnellate, in calo del 6,4% rispetto all’anno precedente. Il comparto pneumatici ha registrato una produzione di 410.000 tonnellate, segnando una contrazione dell’8,9%, mentre il segmento degli articoli tecnici ha totalizzato 620.000 tonnellate, con una flessione più contenuta ma comunque significativa pari al 4,6%.
Anche sul fronte occupazionale il quadro resta negativo. Nel 2025 il numero complessivo degli addetti è sceso a 60.600 unità (-3,8%). Di questi, 17.100 lavorano nel settore pneumatici (-7,1%) e 43.500 nel comparto degli articoli tecnici (-2,5%). Si tratta del quinto anno consecutivo di riduzione dell’occupazione, segnale evidente di una difficoltà strutturale che sta interessando l’intera filiera.
Secondo l’associazione, la domanda di prodotti in gomma “Made in Germany”, un tempo molto richiesti, resta debole sia sul mercato interno sia all’estero. Anche nel mercato domestico, tradizionalmente dominato dai produttori tedeschi, si registrano spostamenti di quote di mercato senza precedenti. Gli ordini di prodotti industriali in gomma sono oggi determinati quasi esclusivamente da fattori di costo, a differenza del passato quando prevaleva il criterio della qualità.
Il fatturato complessivo del settore ha raggiunto nel 2025 i 10,45 miliardi di euro, con una contrazione dell’8,0%. In particolare, il mercato interno ha generato ricavi per 6,2 miliardi di euro (-9,8%), mentre il fatturato estero si è attestato a 4,25 miliardi di euro (-5,2%). Il calo risulta dunque più marcato in Germania rispetto ai mercati internazionali, ma la debolezza della domanda appare diffusa.
Nonostante il contesto difficile, gli investimenti complessivi hanno mostrato un lieve incremento, attestandosi a 760 milioni di euro (+2,7%). Di questi, 430 milioni sono stati investiti in Germania (0,0% rispetto all’anno precedente), mentre 330 milioni sono stati destinati all’estero, con un aumento del 6,5%. Il dato conferma una tendenza già in atto: la crescente internazionalizzazione degli investimenti, spinta dalla necessità di contenere i costi produttivi.
Il tasso medio di utilizzo della capacità produttiva si è collocato al 77,3%, in lieve aumento (+0,9%). Nel comparto pneumatici l’indicatore si è fermato al 77,5% (-2,3%), mentre negli articoli tecnici ha raggiunto il 77,1%, con un incremento significativo del 4,3%. Tuttavia, il livello resta inferiore ai valori considerati ottimali per un pieno sfruttamento degli impianti.
Michael Berthel, responsabile economico dell’associazione, ha sottolineato come la concorrenza internazionale sui costi sia particolarmente intensa. Le imprese tedesche di medie dimensioni, specializzate in prodotti di alta qualità, faticano a competere a causa dei costi elevati legati al sito produttivo, in particolare energia, burocrazia, fiscalità e lavoro. Di fronte a queste pressioni, molte aziende sono costrette a trasferire investimenti all’estero per sfuggire ai costi interni, pur non volendo rinunciare al radicamento in Germania.
Negli ultimi anni le imprese hanno avviato le trasformazioni strategiche necessarie per adattarsi al nuovo contesto, ma – osserva Berthel – invece di riuscire a rilanciare la produzione nel Paese, si trovano a dover “divaricare” le proprie attività tra mercato interno ed estero.
Il presidente di wdk, Michael Klein (foto) ha colto l’occasione per rivolgere un appello urgente al governo federale affinché intervenga a sostegno del comparto. Secondo Klein servono misure politiche concrete e immediate per stimolare la domanda e rafforzare la competitività tedesca ed europea. L’industria della gomma, ha ricordato, è insostituibile in settori strategici come salute, infrastrutture, sicurezza e mobilità e non può essere lasciata indebolire ulteriormente.








