La seconda edizione del Rubber Day, che si è svolta il 12 febbraio all’Hotel Melià di Milano, promossa da Edifis e L’Industria della Gomma, ha confermato la maturità di un appuntamento che unisce analisi macroeconomica, fotografia del settore e soluzioni tecnologiche concrete.
Filo conduttore della giornata: comprendere le difficoltà della manifattura europea e individuare le leve per reagire, attraverso interventi che si sono sviluppati in modo coerente, alternando visione strategica e applicazioni operative.
Manifattura europea: declino o scelta politica?
Ad aprire la sessione è stato il professor Carlo Cottarelli, che nel suo intervento ha collocato il dibattito in un contesto globale ancora dinamico: l’economia mondiale cresce, trainata da India, Cina e Stati Uniti. L’Europa non è in crisi sistemica, ma cresce meno e soffre di rigidità strutturali. Burocrazia, pressione fiscale, costo dell’energia e scelte regolatorie – in particolare legate alla transizione verde – incidono sulla competitività. Il punto centrale non è, però, lamentarsi, ma decidere: in un mondo dominato da grandi potenze, un’Europa frammentata rischia l’irrilevanza. Servono integrazione, mercato unico dei capitali e politiche industriali coordinate.
Concorrenza cinese e dazi USA
Il professor Marco Leonardi ha approfondito la dimensione geopolitica. Il ritorno dei dazi, a suo parere, non è un episodio temporaneo, ma un segnale di un mondo multipolare in cui il protezionismo diventa strumento strutturale di competizione. Il “China shock 2” – con la Cina ormai leader in settori ad alta tecnologia – rappresenta una sfida diretta per l’industria europea.
Per un Paese esportatore come l’Italia, la risposta non può essere difensiva: occorre massa critica europea, scala industriale e coordinamento nei settori strategici.
Il settore della gomma: numeri, resilienza e criticità
Davide Fedreghini (Centro Studi Confindustria Brescia) ha riportato l’attenzione sui dati. Il comparto degli articoli tecnici in gomma conta circa 2.000 imprese e oltre 34.000 addetti, fortemente concentrati nel Nord Italia. Dopo il rimbalzo post-pandemico, la produzione resta sotto i livelli del 2019, anche per la debolezza di automotive ed elettrodomestico. Tuttavia, la marginalità operativa ha tenuto e la struttura patrimoniale appare solida. Cresce, invece, l’attenzione sul peso degli oneri finanziari. Un settore sano, dunque, ma chiamato a una trasformazione.
Come reagire: innovazione e valore aggiunto
Il tema della reazione è stato affrontato su più livelli. Innanzitutto Carlo Massironi ha invitato le PMI a superare l’isolamento e a lavorare insieme per sviluppare nuovi prodotti. In un contesto globale sempre più competitivo, l’innovazione non può essere individuale: servono reti di imprese, dialogo con il mondo accademico e capacità di intercettare nuovi bisogni di mercato.
Le aziende sponsor dell’evento hanno quindi illustrato le loro proposte per reagire, innovando.
Gabriele Formenti (Engel) ha mostrato come l’evoluzione delle presse elettriche senza colonne e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nel processo di stampaggio possano generare precisione, flessibilità e maggiore efficienza.
Andrea Merlini (IMG) ha presentato piattaforme IIoT, monitoraggio predittivo e assistenza digitale integrata, sottolineando il ruolo crescente di automazione e manutenzione intelligente.
Mauro Belloni (Gibitre Instruments) ha evidenziato come il laboratorio non sia solo centro di costo, ma nodo strategico: gestione dati, integrazione software, manutenzione e tracciabilità sono fattori decisivi per qualità e reputazione.
Benjamin Paganelli (REP) ha illustrato soluzioni verticali ad alta produttività e la tecnologia per il recupero degli scarti, con un forte orientamento a efficienza e sostenibilità.
Sergio Lunari (Desma) ha ribadito la necessità di competere sull’eccellenza: innovazione incrementale continua, ottimizzazione energetica, ergonomia e integrazione di sistema.
Dal dato al valore: AI, digitale e simulazione
Nel pomeriggio è stato approfondito il tema dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale.
Giovanni Tardini (Symboolic) ha spiegato come la generative AI possa diventare uno strumento per catturare e strutturare il know-how aziendale, trasformando conoscenza implicita in patrimonio condiviso.
Marco Balduzzi ha affrontato un tema cruciale: la crescente digitalizzazione espone l’industria a nuovi rischi. La cybersecurity non è un accessorio, ma una componente strutturale della strategia industriale.
E di nuovo la parola è tornata alle aziende sponsor.
Riccardo Rizzi (Clarex) ha illustrato come sistemi ERP evoluti e piattaforme cloud consentano controllo dei costi, tracciabilità e supporto decisionale basato su dati affidabili.
Francesco Cabra (ENG Service) ha mostrato il valore economico della simulazione di processo: prevenire difetti, ottimizzare stampi e ridurre tempi e costi prima ancora della produzione reale.
Andrea Bugini (STATE Technologies), con “I numeri dell’efficienza”, ha chiuso la giornata riportando l’attenzione sui dati misurabili: monitoraggio energetico, indicatori di performance e strumenti concreti per migliorare l’efficienza produttiva.
Un confronto di alto livello
Il Rubber Day 2026 ha offerto una visione completa: macroeconomia, analisi settoriale, innovazione tecnologica, digitale, simulazione e sicurezza informatica. Il livello degli interventi – dagli economisti ai tecnici, fino ai manager delle aziende – è stato elevato e coerente. La partecipazione attenta e la qualità del dibattito hanno confermato la soddisfazione dei presenti.
In un contesto europeo complesso, Rubber Day 2026 ha dimostrato che il settore della gomma dispone di competenze, solidità e capacità di visione, collaborazione e innovazione continua.








