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La mostra “Io ti ascolto”, contenuta nel simbolico baule rosso partito a novembre dall’Omb Saleri di Brescia, continua il suo viaggio e approda a Capriano del Colle (BS) in IMG, leader nel settore delle presse per lo stampaggio a iniezione degli elastomeri e termoindurenti in Italia, dove resterà dal 26 luglio all’8 agosto, dopo 17 tappe dislocate in aziende, scuole e altre location sensibili al tema della violenza di genere.

L’esposizione è composta da una ventina di testi scritti da ragazzi e ragazze di alcune scuole della provincia bresciana, tratti dal concorso letterario “Monia Delpero” intitolato alla memoria di Monia, uccisa a soli 19 anni nel 1989 dall’ex fidanzato e ritrovata dopo tre giorni tra i campi di Manerbio. L’iniziativa è promossa da Omb Saleri, Casa delle donne, Ori Martin, Elea Spa ed è patrocinata dal Comune di Brescia e dal comitato “LE imprenditrici” di Confindustria.

IMG ha scelto di esporre i 20 quadretti nella hall, così che possano essere fruiti da tutte le persone che transitano quotidianamente in azienda. Chiunque desideri visitarla, anche ospiti esterni, potrà farlo dalle 8:30 alle 12:30 e dalle 13:30 alle 17:30. Oggetto della mostra non sono opere artistiche, ma testi che fungono da spunto per una riflessione personale su un tema che ogni giorno irrompe nelle cronache del nostro Paese.

IMG non è nuova a iniziative di questo tipo: nel mese di aprile scorso l’azienda ha avviato il progetto “L’arte ImPressa: che bello lavorare!”, con una mostra dello scultore Stefano Bombardieri allestita in stabilimento. L’idea concretizza una precisa visione di welfare aziendale: l’arte, nelle sue molteplici forme, diventa strumento di benessere, fonte di energia vitale e di crescita personale. Io ti ascolto, anche se non tratta di arte in senso letterale, rientra in questo percorso, che proseguirà nei prossimi mesi con altre esposizioni.

Spiega in una nota Barbara Ulcelli, AD di IMG: “Parlando di un tema tanto delicato non posso non riflettere sulla mia personale esperienza di madre, moglie e imprenditrice in un mondo prettamente maschile come quello metalmeccanico, in cui la presenza femminile e la differenza di visione che questa porta con sé possono essere un plus. Il mio impegno professionale è stato possibile anche grazie alla condivisione responsabile dei carichi familiari con mio marito. C’è tanto bisogno che le donne scendano in campo, ma per farlo bisogna che gli impegni di cura siano condivisi con gli uomini, senza reticenze o sensi di colpa. Serve una profonda evoluzione culturale che porti equilibrio e azzeri le disparità”.

La mostra si ispira a una delle edizioni del concorso letterario per le scuole nato nel 2016 da un’idea di Luca Martini in collaborazione con il Centro antiviolenza Casa delle Donne di Brescia.

“Io ti ascolto ha generato un’inedita sinergia fra soggetti diversi – aggiunge Piera Stretti, già presidente di Casa delle Donne e membro dell’associazione -. Il progetto del baule rosso, così efficace nella sua essenzialità, grazie alla staffetta fra aziende e istituti scolastici della ‘Rete a scuola contro la violenza sulle donne’ ha messo in comunicazione il Centro antiviolenza, il mondo della scuola e il mondo dell’impresa, in un dialogo mirato a prevenire e contrastare la violenza sulle donne, le discriminazioni di genere, gli stereotipi e i pregiudizi sessisti. Se il cambiamento culturale necessita di tempi lunghi, sono le buone pratiche a costruirne oggi le basi”.

La mostra sta avendo una grande eco: con una permanenza di 15 giorni in ogni location, ha prenotazioni fino a maggio 2024. “Il bello di questa iniziativa itinerante è che sta raggiungendo tante persone diverse, aziende, scuole, fondazioni. Ognuno l’arricchisce con qualche spunto in più per ricordare a tutti che la violenza di genere è un problema di tutti”, spiega Giovanna Montiglio di OMB, promotrice del progetto.

“Il tempo non guarisce, ma ti obbliga a convivere con la vita. Una vita in cui è stato un assassino a scegliere per te – commenta Gigliola Bono, madre di Monia Delpero -. Perché un omicidio non ti fa perdere solo la persona che ami, distrugge quel paradiso che c’era nella tua vita. Rimane solo l’amore nel cuore, il resto sfugge senza che tu possa fare nulla. Un grazie a tutti gli organizzatori di questa mostra: che la memoria di Monia e di tutte le vittime possano rimanere nel tempo”.

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