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Si chiama GPSNR, Global Platform for Sustainable Natural Rubber (Piattaforma globale per una gomma naturale sostenibile) ed è stata fondata da alcuni tra i più importanti produttori di pneumatici. Si tratta di un’organizzazione, sorta a fine ottobre, la cui vita operativa inizierà a marzo dell’anno prossimo, con sede a Singapore e orientata a rendere più sostenibile la produzione di gomma naturale, che è fortemente aumentata negli ultimi 20 anni sulla spinta di mercati emergenti, come quello cinese e indiano, sempre più ricchi e con un pubblico sempre più ampio in grado di acquistare auto e moto.

Un trend che, secondo le principali associazioni ambientaliste, ha alimentato il processo di deforestazione. «Stiamo già osservando il fatto – ha osservato Rod Taylor, direttore del World Resources Institute di Ginevra – che nuove piantagioni di alberi della gomma stanno prendendo il posto delle foreste naturali». Secondo Taylor la nascita della GPSNR arriva dunque al momento giusto, ma è essenziale che il suo processo di definizione dei programmi e delle iniziativa includa anche le indicazioni provenienti dalla popolazione che non è direttamente coinvolta nell’industria della gomma e che, piuttosto, ne subisce le conseguenze.

«La piattaforma – ha detto Taylor – deve dimostrare di essere veramente indipendente e che tutti i portatori di interessi abbiano un posto al tavolo delle decisioni, per definire soluzioni eque e proteggere davvero l’ambiente». Le piantagioni della gomma coprono circa 11 milioni di ettari in tutto il mondo, di cui due terzi nel Sud-Est Asiatico e con un’espansione annua che è sostanzialmente raddoppiata tra il 2003 e il 2013. Le industrie del pneumatico concorrono per il 70% al consumo di gomma naturale. Per mitigare gli effetti negativi di questa espansione, la GPSNR si è impegnata a lavorare contro la deforestazione e la sottrazione di territorio, a proteggere la biodiversità e le risorse idriche e a promuovere la trasparenza nella supply chain.

Politiche che potrebbero avere un impatto potente, a patto di essere davvero implementate, ha osservato Himlal Baral, scienziato del Centro le la Ricerca Internazionale sulle Foreste di Bogor, in Indonesia. «Avere uno scopo si sostegno alla sostenibilità è una buona cosa – ha osservato lo scienziato – ma gli impegni a parole devono trovare un riscontro nei fatti. Dobbiamo vedere le azioni, questo è fondamentale».
Una sfida potrebbe essere qualla di dare delle regole ai produttori di gomma naturale, categoria che varia dai grandi possidenti a circa 6 milioni di piccoli raccoglitori.

Secondo le stime della GPSNR i consumi stanno crescendo nel mondo. I 18 soci fondatori della piattaforma coprono circa il 65% della produzione globale di pneumatici e alcuni di essi si sono già dati regole per la riduzione dell’impatto ambientale, come Michelin, oppure si sono risolte ora a farlo, come Sumitomo, che ha appena pubblicato le linee su cui si fonda la sua policy ambientale.

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